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Care amiche e amici del CAI, cari soci,

         eravamo abituati a metterci in movimento, a scegliere mete, percorsi, sentieri, eravamo pronti ad allacciare gli scarponi, ad allenarci su cammini impervi e “salite ardite”, ma il COVID-19 ci ha fatto arrestare. Poi, dopo una breve ripresa, di nuovo, DOBBIAMO ASPETTARE.
Eravamo decisi a continuare con le nostre camminate della domenica, erano un appuntamento importante, un momento dinamico, formativo e gioioso del corpo e dello spirito, secondo alcuni, utile persino a sconfiggere la pigrizia del giorno del riposo. Eravamo allenati e pronti allo scatto, per avvicinare nuove montagne ai nostri cammini, per arrampicarci sulle pietraie, o scendere nelle grotte e nei fossi erbosi, per amore della natura e per la gioia di guardare dal basso le stelle insu e “dall’alto” il mondo che sta giù. Pronti a possedere quel mondo solo con lo sguardo. Ora siamo in attesa, un’attesa fremente e consapevole allo stesso tempo, perché: “ ci sarà tempo” (parafrasando un grande poeta) ci sarà tempo per ritornare, finalmente alle nostre montagne, riscoprendole, se possibile, ancora più belle di come le abbiamo lasciate.
Le montagne sanno aspettare, scriveva qualche mese fa il nostro Presidente nazionale Vincenzo Torti, così faremo noi, allenandoci alla pazienza e perseveranza, anche nelle
difficoltà, che hanno contrassegnato le imprese più nobili di questa passione "andare per montagne". Dunque, aspettiamo, e, nel frattempo, ci organizziamo, per favorire la “contaminazione” dell’amore per la montagna a quelli che finora non si sono ancora avvicinati. Ci allarghiamo: ai bambini, alle scuole, alle famiglie, alle persone con disabilità, a quelli che vogliono ri-scoprire natura e cultura del nostro “bel paese”. Nonostante le difficoltà del momento, ora più che mai, dobbiamo farci contagiare dal desiderio della scoperta: profumi, luci, colori, ventate, natura spalancata allo sguardo, natura abbagliante di autenticità, natura da conoscere perchè bellezza e rigore si sposano insieme, perchè ardimento, severità e mistero, vogliono obbedienza delle sue leggi. Cerchiamo di fare però anche CULTURA della montagna per formare nuove generazioni di amanti della natura. Come? Adeguando le proposte alle possibilità del momento, programmando di effettuare escursioni, di scoprire e segnare nuovi sentieri quando sarà possibile, e indirizzando parte delle iniziative verso itinerari alla scoperta di natura- cultura del territorio. Anche “rinfrescare” la Sede diventa parte di quest’attesa, un luogo-laboratorio di idee e proposte non può che essere accogliente, comodo, caldo e allegro. Allora, il mio invito sincero è quello di un “cambiamento di passo”, nell’attesa di riprendere con ancora nuovo entusiasmo il nostro “sentiero”. Quell'entusiasmo che mi porto dentro da quando ho scoperto il Cai, e se sono riuscita a cogliere il fascino di scoprire la natura lo devo al CAI:  " ho ascoltato il silenzio dietro una cascata, mi sono incantata sotto il cielo stellato di Gennaio, ho camminato sicura con la luce della luna, ho gioito nel buttarmi nella pozza di un fiume gelido, ho sospeso il respiro mentre entravo nel buio profondo di una grotta, ho ascoltato il silenzio della neve che cade lenta, ho tremato di paura
mentre cercavo disperatamente l'appiglio troppo lontano per me "

Vivere la montagna con il CAI è sempre stata una esperienza speciale dalle semplici passeggiate alle avventure più adrenaliche, mi ha fatto crescere, mi ha fatto misurare con i miei limiti, mi ha costretto ad uscire dalla zona di confort "come dicono gli psicologi ", e mi ha regalato legami profondi che non smetto di coltivare.

Per questo sarà fondamentale mantenere vivo quello che deve essere il vero motore del CAI un clima appassionante, inclusivo, di reciproco aiuto, dinamico, aperto e gioioso nel confronto e nel camminare. Raccogliere la grande eredità del CAI e farla diventare una realtà mi rende orgogliosa. Penso che le energie spese per continuare a mantenere viva la passione per la montagna e l'aggregazione delle persone che condividono questo percorso, possono davvero dare grandi gratificazioni. Portare avanti lo spirito del CAI, lo spirito del gruppo, l'entusiasmo nelle escursioni, che sono alla base della nostra passione, per raggiungere non solo le vette più alte ma anche per conoscere il nostro territorio e garantire il benessere di tutti i partecipanti che avranno voglia di incamminarsi lungo le vie alte e basse dei sentieri. Vi ringrazio di cuore per avermi dato fiducia e scelta come vostro presidente.

Franca Di Trana

Presidente CAI Potenza

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